Critiche

Dicono di lei:

L’artista dipinge la poesia della luce, i suoi paesaggi oltrepassano i confini della trasposizione pittorica per giungere ad un messaggio libero dal tempo, con colori mai violenti ma giocati su toni morbidi e vissuti.
Nei paesaggi e nelle nature morte esprime la semplicità e la freschezza con leggere note di poesia; questa domina le sue opere e il sentimento riesce a stento a trattenere la voglia di andare oltre a sperimentare. Un’artista, la Sabatino che coniuga con sapiente ironia la raffigurazione di ciò che è e di ciò che dovrebbe essere il mondo accostato ad aria e luce.

Stefano Solimani
(maestro e critico)

 

Rosanna Sabatino vive escursioni interiori imprevedibili, per chi abbia la pazienza e lo spirito critico di entrare dalla porta stretta del suo animo, addirittura assordanti. Ella non solo capisce gli enigmi di ciò che non è detto ma insiste sul fatto che la luce interiore non può essere slegata dalla luce dei fremiti dell’ambiente. E se in questi epiteli sottratti al tempo, squilla la sinfonia di un manto di neve, quello è il miracolo della vita visibile, impastato con gli infiniti prodigi dell’anima.

Andrea Diprè
(critico d’arte)

 

Le sue nature morte, i delicati paesaggi innevati e le poetiche marine infondono un senso di purezza e semplicità di vita e per dirla come François Villon, i suoi dipinti caldi e scintillanti sono la visione positiva e dinamica della vita. Inoltre le sue figure femminili dai volti semicoperti infondendo una sensazione di mistero e di magica evanescenza, lasciano lo spettatore libero di immaginare situazioni e sensazioni non manifeste.

Silvana Carletti
(giornalista e critico)

 

L’artista riesce a realizzare immagini femminili di grande impatto emozionale, accostando colori caldi a colori algidi, con sorprendente equilibrio. Le “sue” donne romantiche e sensuali, sono l’espressione di una donna che parla di donne.
Nelle sue opere, ella predilige i toni e le sfumature del blu intenso e profondo accostando così sprazzi di luce ai colori della notte in visioni realistiche inserite in note di astratti fantasiosi.

Melita Giannandrea
(artista e critico)